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Tumori ginecologici: convegno al Manzoni

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Image 04 I tumori ginecologici sono in deciso aumento: quello ovarico, in primo luogo, ma anche quello del collo dell’utero. In quest’ultimo caso, ogni anno vengono diagnosticati circa 3.000 nuovi casi, con 1.200 decessi. Ciò che più colpisce è che interessa giovani donne: il picco di incidenza, infatti,  è tra i 30 e i 45 anni.
Dello stato dell’arte dei tumori ginecologici, dal punto di vista degli studi clinici e delle innovazioni diagnostico-terapeutiche, si parlerà sabato 10 settembre, per l’intera giornata, all’Ospedale Manzoni, presso l’Aula Magna.
Vale la pena ricordare che l’intervento sempre più massiccio di farmaci innovativi, più mirati ed efficaci e meno tossici, e un’attività chirurgico-ginecologico vocata, in modo particolare, al trattamento delle patologie tumorali , sono aspetti particolarmente significativi dell’offerta sanitaria del Manzoni.
“L’introduzione del bisturi ad ultrasuoni o radiofrequenze, come quelli utilizzati nel nostro protocollo clinico – spiega Antonio Pellegrino, Direttore della Struttura di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale di Lecco - ha chiaramente consentito un miglioramento nell’approccio e nella tecnica. Soprattutto, nel caso del carcinoma della vulva, l’introduzione di questi strumenti ha notevolmente ridotto la durata dell’intervento, consentendo una maggior accuratezza e sicurezza dell’operazione e una minor perdita ematica. Gli interventi in laparoscopia sono stati poi integrati dalla chirurgia robotica, la più recente e sofisticata forma di chirurgia mini-invasiva”.
Il primo intervento di chirurgia robotica al Manzoni è stato fatto il 2 marzo dello scorso anno. Da allora, sino oggi, il robot in sala operatoria è stato utilizzato per oltre 60 interventi di ginecologia oncologica, buona parte su pazienti affette da tumore dell’endometrio o del collo dell’utero, provenienti da diverse parti d’Italia, oltre che dal lecchese e dalla Lombardia .
Un altro obiettivo della ginecologia oncologica, non meno importante, è quello di tutelare le funzioni psico-fisiche delle pazienti: “per la paziente affetta da malattie oncologiche è importante, in primo luogo, la cura della patologia di base ma, al giorno d’oggi – aggiunge il primario di Ostetricia e Ginecologia- si delinea un obiettivo ancora più raffinato: il recupero alla pienezza della vita. Con l’aiuto del ginecologo e del pool di specialisti a disposizione è possibile identificare un trattamento ideale per la situazione clinica di ciascuna paziente e che non la esponga ad ulteriore rischio per la sua malattia oncologica”.
Per risolvere eventuali effetti negativi della chemioterapia e della radioterapia, che possono portare a una prematura cessazione ormonale, è stato attivato a Lecco un ambulatorio di oncologia ginecologica multidisciplinare (tra i pochi in Lombardia) con l’intervento del ginecologo , dell’oncologo e del radioterapista e di altri specialisti.